Wisdomless, il salotto del mare nel cuore di Roma: tra carte nautiche, tatuaggi e cocktail che raccontano viaggi

Wisdomless, il salotto del mare nel cuore di Roma: tra carte nautiche, tatuaggi e cocktail che raccontano viaggi

oma ha un nuovo salotto per chi ama il mare, le storie e i luoghi che sanno sorprendere. Si chiama Wisdomless, nel cuore della capitale: un club dove antiche carte nautiche convivono con tatuaggi d’autore e una mixology che reinterpreta lo spirito delle barche più iconiche dell’America’s Cup.
Un luogo raro, capace di unire mondi solo in apparenza lontani: cultura marinaresca, arte, collezionismo e convivialità.


🌊 Un mare segreto tra le mura di un palazzo storico

In via Sora, negli ambienti della storica foresteria di Palazzo Boncompagni Duchi di Sora, già sede dell’Accademia dei Quirini e a pochi passi da piazza Navona, si respira un’atmosfera che profuma di viaggio.
Carte nautiche, strumenti di bordo, documenti antichi e una scenografia evocativa trasportano l’ospite in un universo sospeso tra il reale e l’immaginario: quello dei marinai, dei collezionisti e degli esploratori.

Wisdomless non è solo un locale: è una Wunderkammer marinaresca, una camera delle meraviglie dedicata al mare e ai suoi simboli.


⚓ L’idea: una “loggia marinaresca” in chiave moderna

Il club nasce dalla visione di Vincenzo Simone Saitta, Ufficiale di Coperta e appassionato collezionista, insieme al fratello Francesco e a Graziano Paventi.
La loro ambizione? Ricreare un luogo che richiami:

  • lo spirito delle logge anglosassoni,

  • il gusto dei collezionisti del Grand Tour,

  • l’immaginario estetico della marineria storica.

Tra boiserie, velluti, busti marmorei, animali tassidermizzati e rari documenti navali, ogni stanza — visibile o segreta — racconta una storia diversa.
E tutte meritano di essere scoperte con calma.


📚 Arte, memoria e oggetti che parlano al mare

Le collezioni sono il cuore pulsante del club. Tra i pezzi più affascinanti:

  • documenti originali della Marineria della Santa Sede,

  • strumenti di navigazione dell’Ottocento,

  • modelli di velieri storici,

  • ex voto marinari provenienti da arsenali e porti del Mediterraneo.

Ogni oggetto è frutto di anni di ricerca di Vincenzo, che continua a viaggiare per il mondo inseguendo la memoria viva della marineria.
Un luogo che non espone solo reperti: li racconta.


🖋️ Il tatuaggio come linguaggio del mare

All’interno del club trova spazio lo Studio Tattoo, dedicato all’antica tradizione dei tatuaggi marinareschi nata nel XV secolo, quando i naviganti europei iniziarono a imprimersi simboli di appartenenza, viaggio e superstizione.

Oggi, nel club, alcuni tra i migliori tatuatori italiani e internazionali reinterpretano:

  • ancore,

  • bussole,

  • navi,

  • sirene,

  • mitologie marinare,

trasformandole in arte contemporanea sulla pelle.
Una continuità che lega passato e presente, tradizione e creatività.


🍸 Mixology d’autore: cocktail che sanno di vento, salsedine e storie

La visita si completa al cocktail bar d’autore, dove la drink list è un vero racconto liquido.
Ogni cocktail è ispirato a barche iconiche dell’America’s Cup oppure alle rotte oceaniche che hanno segnato la storia della navigazione.

Tra note botaniche, profumi salmastri e spezie dei porti d’Oriente, la mixology di Wisdomless diventa un’esperienza sensoriale che richiama viaggi e avventure.


🗺️ Un luogo da vivere, non solo da visitare

Il club di via Sora è molto più di un indirizzo lifestyle: è un contenitore di cultura, un rifugio fuori dal tempo dove il mare diventa simbolo di libertà, ricerca e incontro.
Perfetto per chi ama scoprire luoghi insoliti, respirare storia o semplicemente sorseggiare un drink di qualità in un ambiente di rara suggestione.

Un tesoro nascosto nel cuore di Roma, da vivere con curiosità, leggerezza e spirito d’avventura.

Italia e Turchia: la nuova rotta dei superyacht. Due modelli industriali, una sfida che cambia il Mediterraneo

Italia e Turchia: la nuova rotta dei superyacht. Due modelli industriali, una sfida che cambia il Mediterraneo

La competizione tra Italia e Turchia nella costruzione dei grandi yacht sta assumendo un peso sempre più strategico. Il Superyacht Summit Türkiye 2025, che si è tenuto a Istanbul e al quale PressMare ha partecipato, ha mostrato con grande evidenza la rapidità con cui l’industria turca sta evolvendo: capacità produttiva in crescita, visione industriale chiara, investimenti in aumento. Non più una promessa, ma un competitor maturo.
E proprio per questo, il confronto diretto con il modello italiano è oggi inevitabile.


🇮🇹 Italia prima al mondo. La Turchia incalza.

Secondo il Global Order Book 2025 di Boat International, l’Italia mantiene la leadership globale:

  • 572 superyacht in costruzione

  • oltre 22.000 metri di lunghezza complessiva

  • 185 cantieri distribuiti tra Viareggio, La Spezia, Ancona e Livorno

La Turchia, ormai seconda forza mondiale, continua a consolidarsi:

  • 146 progetti attivi

  • 6.410 metri di lunghezza totale

  • 34 cantieri tra Tuzla, Bodrum e Antalya

Sul fronte economico:

  • Export turco 2025: 440,2 milioni USD (+41,67%)

  • Mercato interno turco 2025: 566 milioni USD

  • Export italiano 2023: 4 miliardi di euro (+15,9%)

La fotografia è chiara: l’Italia resta regina del settore, ma la Turchia cresce con un ritmo superiore.


👷‍♂️ Demografia e manodopera: due mondi diversi

La prima grande differenza è strutturale: la popolazione.

Turchia

  • Forza lavoro: 33 milioni di persone

  • Età media: 33 anni

  • Disoccupazione giovanile: <18%
    Un Paese giovane, in crescita, che offre un bacino di manodopera ampio e flessibile.

Italia

  • Occupati: circa 23 milioni

  • Età media: 47 anni

  • Disoccupazione giovanile: 22,3%

  • Difficoltà nel reperire operai qualificati: 63,8%
    Il 35% delle imprese prevede l’ingresso di lavoratori extra-UE nei prossimi tre anni. Il governo ha già annunciato 500.000 ingressi regolari (2026–2028).

Qui si vede la prima crepa: l’Italia ha competenze eccellenti, ma non abbastanza giovani per sostenerne la crescita.


💶 Costo del lavoro: Turchia competitiva, Italia stabile

  • Salario minimo turco: 26.005,50 TRY (≈ 830 €)

  • Costo orario manifatturiero:

    • Turchia: 6,5 €/h

    • Italia: 29,5 €/h

Un divario che spiega perché in Turchia si possano avviare produzioni molto labor-intensive — scafi, carpenteria, allestimenti — a costi più bassi.
Ma attenzione: il vantaggio non è garantito nel tempo.


📈 Inflazione: il vero freno della Turchia

L’inflazione turca è arrivata al 32,87% (ottobre 2025).
E i settori più colpiti sono gli stessi che alimentano la cantieristica:

  • edilizia

  • energia

  • materiali

  • componentistica

Risultato? Margini sotto pressione, costi imprevedibili, pianificazione complicata.
È qui che l’Italia recupera terreno: meno competitiva sul costo del lavoro, ma molto più stabile su contratti, prezzi, forniture e qualità costante.


🌍 Investimenti esteri: la Turchia corre, l’Italia resiste

Turchia

  • 284,3 miliardi USD di FDI dal 2003

  • 86.000 aziende internazionali (2024)

  • 71,5% dei progetti classificati “di qualità”

Italia

  • 224 progetti FDI nel 2025 (+5%)

  • 4,2% della quota europea
    La nautica è tra i pochi settori dove l’Italia resta chiaramente attrattiva, ma servono politiche industriali solide per mantenere il vantaggio.


⚓ Due capitali per la nautica del futuro?

L’Italia conserva un tesoro unico: una filiera integrata, artigianato di eccellenza, designer di fama mondiale, stabilità economica e un brand che non ha rivali.
La Turchia, invece, sfoggia dinamismo, costi competitivi, manodopera giovane e una politica industriale aggressiva e moderna.

La distanza si sta riducendo.
Il Mediterraneo potrebbe non avere più un’unica capitale della nautica, ma due modelli complementari che finiranno per influenzarsi a vicenda.

La sfida è aperta. E sta già cambiando il futuro del settore.


Nautica del Futuro: la Propulsione Nucleare nei Superyacht

Nautica del Futuro: la Propulsione Nucleare nei Superyacht

Nel settore dei superyacht sta prendendo forma una possibilità fino a pochi anni fa impensabile: l’applicazione di sistemi nucleari di nuova generazione per ottenere autonomia estesa, efficienza energetica e riduzione delle emissioni. Si tratta di una tecnologia che, pur richiedendo approfondimenti normativi e tecnici, apre scenari del tutto nuovi per le grandi imbarcazioni.

Sicurezza e Innovazione

Le tecnologie nucleari avanzate sono progettate per garantire un livello di sicurezza molto elevato. I reattori di nuova generazione integrano meccanismi di arresto automatico in caso di funzionamento anomalo e operano a pressione atmosferica, riducendo sensibilmente il rischio associato agli impianti delle generazioni passate.

Per rendere queste soluzioni applicabili al mondo dello yachting sarà necessario aggiornare il quadro regolatorio, adottando normative orientate agli obiettivi prestazionali piuttosto che a regole rigide e prescrittive. La disponibilità ad adottare soluzioni pionieristiche da parte degli armatori sarà un elemento determinante per accelerare lo sviluppo.

Scenari Applicativi

La propulsione nucleare è adatta soprattutto a yacht destinati a navigazioni molto lunghe, spedizioni in aree remote e operazioni indipendenti dalle infrastrutture costiere. L’enorme disponibilità di energia permette di alimentare sistemi ad alto consumo – dal posizionamento dinamico agli impianti di climatizzazione, fino ai servizi di bordo più complessi – garantendo continuità operativa e comfort.

Per navigazioni costiere o brevi, invece, i carburanti alternativi rimangono soluzioni più coerenti con esigenze tecniche, normative e operative.

Evoluzione Normativa e di Classificazione

Le regole attualmente in vigore per il nucleare marino sono antiquate rispetto al progresso tecnologico. Nei prossimi anni sono previste revisioni dei principali codici internazionali e l’introduzione di linee guida aggiornate da parte degli enti di certificazione. Questo processo sarà fondamentale per definire standard chiari di sicurezza, costruzione e gestione.

Impatti su Design e Architettura Navale

L’integrazione di un reattore su uno yacht comporta profonde modifiche nella configurazione della nave. La necessità di schermature e impianti ausiliari aumenta la concentrazione di peso nella zona del reattore, influenzando la struttura e la distribuzione interna. Per questo, la tecnologia risulta applicabile soprattutto a imbarcazioni superiori ai 100 metri.

I costi iniziali sono sensibilmente maggiori rispetto a quelli di uno yacht convenzionale. Tuttavia, nel lungo periodo, l’assenza di carburante fossile e l’elevata efficienza energetica possono portare a risparmi significativi. È probabile che il reattore venga fornito in leasing, accompagnato da personale specializzato e da programmi di formazione specifici per l’equipaggio.

Accettazione e Percezione Pubblica

Nonostante l’interesse crescente verso soluzioni a zero emissioni, il nucleare incontra ancora resistenze dovute a percezioni storiche e preoccupazioni sociali. La comunicazione sarà quindi centrale per chiarire la differenza tra le tecnologie attuali e quelle del passato, mostrando come sistemi di nuova generazione possano contribuire positivamente alla transizione energetica e, in alcuni casi, generare energia utile anche oltre l’ambito nautico.

La propulsione nucleare rappresenta quindi una possibile svolta per la nautica di lusso, purché accompagnata da un’evoluzione regolatoria, da una progettazione dedicata e da un cambiamento culturale nella percezione collettiva.

Transat Day 7 – Gli IMOCA entrano negli Alisei

Transat Day 7 – Gli IMOCA entrano negli Alisei

Prima della partenza della Transat Café L’OR, Will Harris aveva sottolineato quanto fosse decisivo il tratto negli alisei per ottenere un buon risultato: “Una volta superate le Canarie, spesso vince chi è più veloce con vento in poppa”, aveva spiegato il co-skipper di 11th Hour Racing.
Una previsione che oggi si sta rivelando profetica.

Nel settimo giorno di regata, 11th Hour Racing è impegnata in un serrato duello con Charal, al comando della flotta dei 18 IMOCA. Dietro di loro inseguono MACIF Santé Prévoyance, Teamwork–Team SNEF e Allagrande MAPEI, tutti ancora in corsa per il podio.

Durante la notte, navigando a ovest sotto le Canarie, Jérémie Beyou e Morgan Lagravière su Charal hanno superato Harris e Clapcich, riprendendo la testa della corsa. Stamattina Charal si trova circa 100 miglia a sud di El Hierro e 20 miglia sopravento rispetto a 11th Hour Racing, beneficiando di un vento da nord-est in progressivo rinforzo.

“Charal è come uno squalo a caccia di pesci!”,
ha commentato sorridendo Francesca Clapcich.
“Sono velocissimi, le nostre barche sono molto diverse, ma stiamo navigando bene e tenendo testa al resto della flotta”.

Negli ultimi giorni, Will e Francesca hanno scelto di timonare manualmente per lunghi periodi: con l’onda da nord, il pilota automatico fatica a mantenere la velocità ottimale.

“Riusciamo a spingere un po’ di più rispetto al pilota, e stiamo cercando di restare davanti al gruppo”, spiega Francesca in un video girato durante il turno di guardia notturno.

Sul piano strategico, l’equipaggio prevede un salto di vento a destra e una conseguente strambata verso sud.

“Sabato abbiamo costeggiato l’Africa per sfruttare un piccolo salto di vento vicino al Sahara”, racconta Clapcich.

Dopo una settimana intensa, 11th Hour Racing è in condizioni perfette e l’obiettivo è chiaro: entrare negli alisei stabili e spingere verso la Martinica.

“Metà strada è fatta, metà da fare!”, conclude Francesca.

Cantiere delle Marche: governance, qualità e valore. L’evoluzione silenziosa dell’eccellenza

Cantiere delle Marche: governance, qualità e valore. L’evoluzione silenziosa dell’eccellenza

Fondato ad Ancona nel 2010, Cantiere delle Marche (CDM) è diventato il punto di riferimento mondiale per gli Explorer Yacht in acciaio e alluminio. Un marchio che ha trasformato l’artigianalità italiana in una filosofia industriale unica, capace di coniugare rigore tecnico e stile discreto. Dopo aver venduto 12 yacht nel solo 2024 — un risultato record per il segmento — il cantiere ha recentemente visto l’ingresso della holding CLP2 (Giovanni Cagnoli e famiglia Loro Piana, tramite Carisma), che ha acquisito il 72% del capitale. Un passaggio strategico che non cambia la rotta, ma ne consolida la visione.

Abbiamo incontrato Vasco Buonpensiere, Amministratore Delegato di CDM, per parlare di governance, qualità e del nuovo linguaggio del lusso silenzioso.


Dal riconoscimento internazionale alla solidità di un metodo

PressMare – I saloni di Cannes e Monaco rappresentano ogni anno due momenti chiave per la nautica dei grandi yacht. Che bilancio ne trae CDM?
Vasco Buonpensiere – Cannes e Monaco sono stati molto più che due fiere. A Cannes abbiamo raccolto risultati concreti, con nuovi contratti e una conferma importante della nostra credibilità. Monaco, invece, ha segnato una svolta. È stato come entrare ufficialmente nel gotha della nautica mondiale. Sentirci dire da armatori e addetti ai lavori “Siete una piccola Feadship, una piccola Lürssen” è stato il riconoscimento più grande: non per dimensione, ma per approccio, coerenza e attenzione maniacale al dettaglio.


Governance e continuità: l’eccellenza come valore d’impresa

PM – Dopo l’ingresso di CLP2, come cambia la governance di CDM?
VB – È un’operazione strategica e culturale, non finanziaria. CDM non aveva bisogno di liquidità: i nostri conti sono solidi e il portafoglio ordini ci garantisce prospettive pluriennali. L’ingresso dei nuovi soci serve a consolidare una visione comune di impresa e di lusso – discreto, autentico, mai urlato.
Il Consiglio di Amministrazione verrà rinnovato con rappresentanti di CLP2 e di FIL Bros (che conserva il 20%), ma la prima linea resta invariata: Ennio Cecchini Presidente, Gianluca Ciniero COO, Gianfranco Caltabiano CFO e io come CEO. Continuità, metodo e coerenza restano i nostri pilastri.
Parallelamente stiamo introducendo una nuova divisione dedicata all’industrializzazione dei processi: non per fare serie, ma per supportare il custom con efficienza e controllo. L’industria al servizio dell’artigianato, mai il contrario.


Crescere in valore, non in volume

PM – Quindi l’obiettivo non è aumentare la produzione?
VB – Esatto. La nostra crescita è qualitativa, non quantitativa. Potremo arrivare a costruire un’unità in più all’anno, ma il vero obiettivo è migliorare margini e profittabilità, mantenendo la reputazione che oggi ci colloca come riferimento mondiale nel segmento Explorer. Fare meglio, non fare di più.


Quiet Luxury: l’eleganza che non ha bisogno di mostrarsi

PM – CDM è spesso citata come esempio di quiet luxury. Cosa significa davvero per voi?
VB – È un linguaggio sottile, riconoscibile solo da chi ne conosce le chiavi. Non è apparenza ma sostanza. Nei nostri yacht l’eleganza è nella coerenza dei materiali, nella silenziosità della navigazione, nella solidità tecnica. Non ci sono eccessi, ma spazi pensati per il mare: funzionali, raffinati, autentici. È lo stesso linguaggio dei nostri clienti, persone che non hanno bisogno di dimostrare nulla.


Benessere, tender e modularità: l’Explorer diventa una casa sul mare

Le nuove tendenze del mercato parlano chiaro: il benessere e la versatilità diventano parte integrante dell’esperienza a bordo.
VB – Gli armatori chiedono spazi wellness, tender più grandi e soluzioni per vivere la barca in ogni stagione. I nostri Flexplorer nascono proprio da qui: con garage ampi, toys e chase boat oltre i 40 piedi, riscaldamento delle superfici esterne e chiusure modulari. L’Explorer non è più solo una barca da crociera, è una piattaforma di vita, una casa che viaggia per mare.


Mercati e cultura dell’Explorer

Oggi i mercati più dinamici sono Stati Uniti, Regno Unito e Centro America, con una clientela che apprezza il concetto di autonomia e sostanza.
VB – In queste aree è maturata la cultura dell’Explorer come simbolo di libertà e autenticità. Il Medio Oriente resta più attratto dall’estetica spettacolare, mentre in Asia la domanda per Explorer in metallo sta crescendo lentamente. Ovunque però emerge una tendenza chiara: la crociera diventa residenza. Il mare non si attraversa, si abita.


“Rigidità intelligente” e sostenibilità concreta

PM – Cos’è la “rigidità intelligente” di cui parla spesso?
VB – È la capacità di coniugare metodo e flessibilità. Accogliamo ogni personalizzazione, ma con regole chiare: valutiamo tempi, costi e impatti tecnici. È la flessibilità strutturata che ci distingue: niente improvvisazione, solo ascolto e competenza.

Sul fronte ambientale, CDM continua a scegliere la via della concretezza.
VB – La sostenibilità non è uno slogan, ma scelte reali: materiali tracciati, sistemi di gestione energetica avanzati e uso di carburanti alternativi come l’HVO, già compatibile con i motori attuali. Serve però una rete di distribuzione che lo renda disponibile anche alla nautica.


Radici marchigiane, visione globale

VB – Le Marche sono un territorio straordinario. Qui esiste una filiera di artigiani e imprese con un sapere tecnico unico. Collaboriamo con aziende locali che forniscono anche cantieri internazionali, ma con un orgoglio e una cura tutta italiana. Chi cresce qui è come un “secondogenito”: deve dimostrare il proprio valore con la qualità, non con l’immagine. È un DNA che ci rappresenta pienamente.


2030: costruire meglio, non di più

Con un backlog che copre quattro anni e consegne fino al 2029, CDM guarda avanti con chiarezza.
VB – Il futuro non è nella quantità, ma nella qualità. Continueremo nel segmento Explorer, consolidando processi, controllo e margini. Vogliamo costruire yacht migliori, non di più. È questa la nostra idea di lusso: coerenza, autenticità e cultura della qualità.

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