Fondato ad Ancona nel 2010, Cantiere delle Marche (CDM) è diventato il punto di riferimento mondiale per gli Explorer Yacht in acciaio e alluminio. Un marchio che ha trasformato l’artigianalità italiana in una filosofia industriale unica, capace di coniugare rigore tecnico e stile discreto. Dopo aver venduto 12 yacht nel solo 2024 — un risultato record per il segmento — il cantiere ha recentemente visto l’ingresso della holding CLP2 (Giovanni Cagnoli e famiglia Loro Piana, tramite Carisma), che ha acquisito il 72% del capitale. Un passaggio strategico che non cambia la rotta, ma ne consolida la visione.

Abbiamo incontrato Vasco Buonpensiere, Amministratore Delegato di CDM, per parlare di governance, qualità e del nuovo linguaggio del lusso silenzioso.


Dal riconoscimento internazionale alla solidità di un metodo

PressMare – I saloni di Cannes e Monaco rappresentano ogni anno due momenti chiave per la nautica dei grandi yacht. Che bilancio ne trae CDM?
Vasco Buonpensiere – Cannes e Monaco sono stati molto più che due fiere. A Cannes abbiamo raccolto risultati concreti, con nuovi contratti e una conferma importante della nostra credibilità. Monaco, invece, ha segnato una svolta. È stato come entrare ufficialmente nel gotha della nautica mondiale. Sentirci dire da armatori e addetti ai lavori “Siete una piccola Feadship, una piccola Lürssen” è stato il riconoscimento più grande: non per dimensione, ma per approccio, coerenza e attenzione maniacale al dettaglio.


Governance e continuità: l’eccellenza come valore d’impresa

PM – Dopo l’ingresso di CLP2, come cambia la governance di CDM?
VB – È un’operazione strategica e culturale, non finanziaria. CDM non aveva bisogno di liquidità: i nostri conti sono solidi e il portafoglio ordini ci garantisce prospettive pluriennali. L’ingresso dei nuovi soci serve a consolidare una visione comune di impresa e di lusso – discreto, autentico, mai urlato.
Il Consiglio di Amministrazione verrà rinnovato con rappresentanti di CLP2 e di FIL Bros (che conserva il 20%), ma la prima linea resta invariata: Ennio Cecchini Presidente, Gianluca Ciniero COO, Gianfranco Caltabiano CFO e io come CEO. Continuità, metodo e coerenza restano i nostri pilastri.
Parallelamente stiamo introducendo una nuova divisione dedicata all’industrializzazione dei processi: non per fare serie, ma per supportare il custom con efficienza e controllo. L’industria al servizio dell’artigianato, mai il contrario.


Crescere in valore, non in volume

PM – Quindi l’obiettivo non è aumentare la produzione?
VB – Esatto. La nostra crescita è qualitativa, non quantitativa. Potremo arrivare a costruire un’unità in più all’anno, ma il vero obiettivo è migliorare margini e profittabilità, mantenendo la reputazione che oggi ci colloca come riferimento mondiale nel segmento Explorer. Fare meglio, non fare di più.


Quiet Luxury: l’eleganza che non ha bisogno di mostrarsi

PM – CDM è spesso citata come esempio di quiet luxury. Cosa significa davvero per voi?
VB – È un linguaggio sottile, riconoscibile solo da chi ne conosce le chiavi. Non è apparenza ma sostanza. Nei nostri yacht l’eleganza è nella coerenza dei materiali, nella silenziosità della navigazione, nella solidità tecnica. Non ci sono eccessi, ma spazi pensati per il mare: funzionali, raffinati, autentici. È lo stesso linguaggio dei nostri clienti, persone che non hanno bisogno di dimostrare nulla.


Benessere, tender e modularità: l’Explorer diventa una casa sul mare

Le nuove tendenze del mercato parlano chiaro: il benessere e la versatilità diventano parte integrante dell’esperienza a bordo.
VB – Gli armatori chiedono spazi wellness, tender più grandi e soluzioni per vivere la barca in ogni stagione. I nostri Flexplorer nascono proprio da qui: con garage ampi, toys e chase boat oltre i 40 piedi, riscaldamento delle superfici esterne e chiusure modulari. L’Explorer non è più solo una barca da crociera, è una piattaforma di vita, una casa che viaggia per mare.


Mercati e cultura dell’Explorer

Oggi i mercati più dinamici sono Stati Uniti, Regno Unito e Centro America, con una clientela che apprezza il concetto di autonomia e sostanza.
VB – In queste aree è maturata la cultura dell’Explorer come simbolo di libertà e autenticità. Il Medio Oriente resta più attratto dall’estetica spettacolare, mentre in Asia la domanda per Explorer in metallo sta crescendo lentamente. Ovunque però emerge una tendenza chiara: la crociera diventa residenza. Il mare non si attraversa, si abita.


“Rigidità intelligente” e sostenibilità concreta

PM – Cos’è la “rigidità intelligente” di cui parla spesso?
VB – È la capacità di coniugare metodo e flessibilità. Accogliamo ogni personalizzazione, ma con regole chiare: valutiamo tempi, costi e impatti tecnici. È la flessibilità strutturata che ci distingue: niente improvvisazione, solo ascolto e competenza.

Sul fronte ambientale, CDM continua a scegliere la via della concretezza.
VB – La sostenibilità non è uno slogan, ma scelte reali: materiali tracciati, sistemi di gestione energetica avanzati e uso di carburanti alternativi come l’HVO, già compatibile con i motori attuali. Serve però una rete di distribuzione che lo renda disponibile anche alla nautica.


Radici marchigiane, visione globale

VB – Le Marche sono un territorio straordinario. Qui esiste una filiera di artigiani e imprese con un sapere tecnico unico. Collaboriamo con aziende locali che forniscono anche cantieri internazionali, ma con un orgoglio e una cura tutta italiana. Chi cresce qui è come un “secondogenito”: deve dimostrare il proprio valore con la qualità, non con l’immagine. È un DNA che ci rappresenta pienamente.


2030: costruire meglio, non di più

Con un backlog che copre quattro anni e consegne fino al 2029, CDM guarda avanti con chiarezza.
VB – Il futuro non è nella quantità, ma nella qualità. Continueremo nel segmento Explorer, consolidando processi, controllo e margini. Vogliamo costruire yacht migliori, non di più. È questa la nostra idea di lusso: coerenza, autenticità e cultura della qualità.

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