La competizione tra Italia e Turchia nella costruzione dei grandi yacht sta assumendo un peso sempre più strategico. Il Superyacht Summit Türkiye 2025, che si è tenuto a Istanbul e al quale PressMare ha partecipato, ha mostrato con grande evidenza la rapidità con cui l’industria turca sta evolvendo: capacità produttiva in crescita, visione industriale chiara, investimenti in aumento. Non più una promessa, ma un competitor maturo.
E proprio per questo, il confronto diretto con il modello italiano è oggi inevitabile.
🇮🇹 Italia prima al mondo. La Turchia incalza.
Secondo il Global Order Book 2025 di Boat International, l’Italia mantiene la leadership globale:
-
572 superyacht in costruzione
-
oltre 22.000 metri di lunghezza complessiva
-
185 cantieri distribuiti tra Viareggio, La Spezia, Ancona e Livorno
La Turchia, ormai seconda forza mondiale, continua a consolidarsi:
-
146 progetti attivi
-
6.410 metri di lunghezza totale
-
34 cantieri tra Tuzla, Bodrum e Antalya
Sul fronte economico:
-
Export turco 2025: 440,2 milioni USD (+41,67%)
-
Mercato interno turco 2025: 566 milioni USD
-
Export italiano 2023: 4 miliardi di euro (+15,9%)
La fotografia è chiara: l’Italia resta regina del settore, ma la Turchia cresce con un ritmo superiore.
👷♂️ Demografia e manodopera: due mondi diversi
La prima grande differenza è strutturale: la popolazione.
Turchia
-
Forza lavoro: 33 milioni di persone
-
Età media: 33 anni
-
Disoccupazione giovanile: <18%
Un Paese giovane, in crescita, che offre un bacino di manodopera ampio e flessibile.
Italia
-
Occupati: circa 23 milioni
-
Età media: 47 anni
-
Disoccupazione giovanile: 22,3%
-
Difficoltà nel reperire operai qualificati: 63,8%
Il 35% delle imprese prevede l’ingresso di lavoratori extra-UE nei prossimi tre anni. Il governo ha già annunciato 500.000 ingressi regolari (2026–2028).
Qui si vede la prima crepa: l’Italia ha competenze eccellenti, ma non abbastanza giovani per sostenerne la crescita.
💶 Costo del lavoro: Turchia competitiva, Italia stabile
-
Salario minimo turco: 26.005,50 TRY (≈ 830 €)
-
Costo orario manifatturiero:
-
Turchia: 6,5 €/h
-
Italia: 29,5 €/h
-
Un divario che spiega perché in Turchia si possano avviare produzioni molto labor-intensive — scafi, carpenteria, allestimenti — a costi più bassi.
Ma attenzione: il vantaggio non è garantito nel tempo.
📈 Inflazione: il vero freno della Turchia
L’inflazione turca è arrivata al 32,87% (ottobre 2025).
E i settori più colpiti sono gli stessi che alimentano la cantieristica:
-
edilizia
-
energia
-
materiali
-
componentistica
Risultato? Margini sotto pressione, costi imprevedibili, pianificazione complicata.
È qui che l’Italia recupera terreno: meno competitiva sul costo del lavoro, ma molto più stabile su contratti, prezzi, forniture e qualità costante.
🌍 Investimenti esteri: la Turchia corre, l’Italia resiste
Turchia
-
284,3 miliardi USD di FDI dal 2003
-
86.000 aziende internazionali (2024)
-
71,5% dei progetti classificati “di qualità”
Italia
-
224 progetti FDI nel 2025 (+5%)
-
4,2% della quota europea
La nautica è tra i pochi settori dove l’Italia resta chiaramente attrattiva, ma servono politiche industriali solide per mantenere il vantaggio.
⚓ Due capitali per la nautica del futuro?
L’Italia conserva un tesoro unico: una filiera integrata, artigianato di eccellenza, designer di fama mondiale, stabilità economica e un brand che non ha rivali.
La Turchia, invece, sfoggia dinamismo, costi competitivi, manodopera giovane e una politica industriale aggressiva e moderna.
La distanza si sta riducendo.
Il Mediterraneo potrebbe non avere più un’unica capitale della nautica, ma due modelli complementari che finiranno per influenzarsi a vicenda.
La sfida è aperta. E sta già cambiando il futuro del settore.